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Viaggio ad Eä: scrivere un nuovo universo

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Fonte: www.tolkienestate.com

Alcuni autori utilizzano la parola scritta per costruire mondi nuovi, che nessuno aveva mai nemmeno provato a immaginare. Tra questi, quelli bravi scrivono di situazioni inconsuete; quelli molto bravi inventano scenari inediti, ma pur sempre codificabili dall’immaginario collettivo. Il fuoriclasse, invece, cambia completamente le regole, e plasma nuovi universi, popolati da nuove creature, che parlano nuove lingue e hanno nuove caratteristiche peculiari. Creando – anche inconsapevolmente – un genere. Nuovo, naturalmente.

L’autore in questione, padre del fantasy moderno, è un filologo, glottoteta e professore inglese di linguistica, nato in Sudafrica nel 1892, di nome John Ronald Reuel Tolkien.

Tutto nasce dal suo vizio segreto (dal saggio omonimo) di creare nuovi linguaggi, scintilla della creazione di una delle saghe più famose di tutti i tempi: quella de Il Signore degli Anelli, insieme a Il Silmarillion e Lo Hobbit un trittico impareggiabile.

“Nessuno mi crede quando dico che il mio lungo libro (Il Signore degli Anelli) è un tentativo di creare un mondo in cui una forma di linguaggio accettabile dal mio personale senso estetico possa sembrare reale. Ma è vero.”
(Tolkien – Lettere)

Oltre all’ambientazione compiuta delle “sue” lingue, Tolkien voleva fortemente dare corpo a una “mitologia originale per la lingua inglese”. E ha creato un’opera epica ed evocativa, disegnando archetipi immortali per tutti i generi artistici.

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La sintassi creativa: il linguaggio umano e la comunicazione delle specie animali

il_570xN.177896559Il linguaggio verbale umano è espressione creativa. Lo sostengono i teorici della grammatica generativa, il settore della linguistica inaugurato intorno alla metà del secolo scorso dal filosofo statunitense Noam Chomsky.

Nel periodo precedente alla nascita della disciplina la conoscenza del linguaggio presentava tratti ambigui e misteriosi. Si ipotizzava che esso avesse raggiunto l’attuale livello tra i 150.000 e i 70.000 anni fa, benché le ragioni del suo sviluppo non fossero chiare. Alcuni ne ipotizzavano il valore adattivo: la capacità linguistica si è evoluta per permettere agli esseri umani di comunicare; ma secondo altri, come Stephen Gould e lo stesso Chomsky, il linguaggio non è altro che “l’effetto collaterale” del processo di selezione di altre abilità. Di supporto empirico a queste ipotesi neanche l’ombra. Ecco perché, già nel 1866 la Société Linguistique de Paris decise di non accettare più le continue comunicazioni sull’origine del linguaggio. Continua a leggere

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Non Solo Louvre

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L’artista è consapevole?, io credo di no. Non sempre comunque.
A volte l’umiltà e la semplicità delle persone le rendono inconsapevoli del fatto che quello che stanno componendo, disegnando o scrivendo che dir si voglia, possa renderlo un artista agli occhi di chi abbia a che fare con la sua opera.
Mozart ad esempio sviluppò l’orecchio assoluto all’età di tre anni quindi è probabile che quello che faceva gli venisse davvero molto…naturale, inconsapevole di quello che sarebbe divenuto un giorno per i posteri; Van Gogh ubriaco in un vicolo, dubito abbia mai pensato seriamente che le sue opere potessero essere valutate milioni.
L’arte, la creatività, l’inventare qualcosa che soddisfi il senso estetico e trasmetta delle emozioni…che trasmetta delle emozioni.
Certo, amici miei, ho scomodato persone importanti per questo esempio e non le porto certo a pietra di paragone con il mio autore di oggi, ma volevo dirvi che l’arte è tutto e niente e quello che oggi non conosciamo, in futuro potrebbe essere preso in grande considerazione.
Detto questo ci portiamo nella splendida Parigi, dove nel giugno del 57 nascono Joelle Audouin-Rouzeau, pittrice ai giorni nostri, e sua sorella gemella Frédérique che impareremo a conoscere con lo pseudonimo Fred Vargas.

 

Pensate, la scrittura non è nemmeno la sua occupazione principale (anche se sono convinto che sia la più remunerativa). Fred Vargas di professione è archeozoologa e medievalista!, si getta talmente a capofitto sul lavoro da prendersi tre settimane di ferie l’anno, che dedica alla scrittura come gran parte del suo tempo libero.
Il suo primo romanzo “les jeux de l’amour et de la mort” esce in Francia nel 1986 mentre in Italia la scopriremo solo nel 2000 con “Io Sono Il Tenebroso”. La bibliografia di Fred Vargas è quasi completamente composta da due serie narrative, quella dei tre evangelisti, tre esperti di differenti epoche storiche che si ritrovano a risolvere casi di omicidio insieme ad un parente ex poliziotto e quella del commissario Jean Baptiste Adamsberg, lo “spalatore di nuvole” che risolve i casi col suo modo apparentemente casuale di capire le meccaniche di un crimine, con il suo tanto geniale quanto inusuale modo di pensare.
ImageLo stile della Vargas, elegante ma mai pretenzioso, segnato da una ricerca della musicalità nella scrittura che aimè si perde molto nella traduzione, è giustamente influenzato dalla sua professione con un’ottima cura dei particolari e un gusto per i personaggi che appartiene a pochi eletti. La violenza non è assente dalle sue storie, sono ambientate ai giorni nostri d’altronde,  ma è rappresentata quasi sobriamente in modo da personalizzarne ancor di più lo stile. Soprattutto nella serie di Adamsberg, le trame si snodano tra i misteri del sovrannaturale, vampiri, licantropi e fantasmi compongono storie che spesso trovano soluzione nella logica, logica però che a volte non chiude la porta al mistero. Avvicinandovi a questa serie non potrete evitare di esere affascinati, come vi dicevo dai personaggi, la loro evoluzione nel proseguire della serie è geniale senza essere invadente. Il capitano Danglard, enciclopedia vivente, così diverso dal suo commissario ma così necessario, Camille Forestier, eterna non-fidanzata di Adamsberg, compositrice di colonne sonore, idraulica e camionista!!, Violette Retancourt, corpulenta tenente dalle infinite doti, il figlio del commissario…così simile a lui, il vicino di casa spagnolo con le sue credenze particolari che trovano poi sempre riscontro, e tanti, tanti altri che non cito per non venirvi a tedio.
Come il nostro mai abbastanza apprezzato Andrea Camilleri ha fatto per il suo Montalbano, anche Fred Vargas ha partecipato alla release televisiva delle avventure di Adamsberg contribuendo a creare alcuni film per la tv che hanno avuto un ottimo seguito in Francia e nei quali il commissario è interpretato da Jean-Hugues Anglade.

 

I romanzi del ciclo di Adamsberg sono:
1990 L’uomo dei cerchi azzurri
1999 L’uomo a rovescio
2001 Parti in fretta e non tornare
2002 Scorre la Senna
2004 Sotto i venti di Nettuno
2006 Nei boschi eterni
2008 Un luogo incerto
2011 La cavalcata dei morti

 

Mentre i romanzi del ciclo dei tre evangelisti sono:
1995 Chi è morto alzi la mano
1996 Un po’ più in la sulla destra
1997 Io sono il tenebroso

 

E con questo amici miei, buona lettura!
Il vostro lettore ignorante
Yuri

 

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Prendi l’arte…

In occasione della 37° edizione di Artefiera, La Terza Pagina ha visitato l’esposizione: condivido l’aforisma di Mimran come chiave di lettura per commentare ciò che mi ha più colpito.

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Nel 2013 ad Artefiera un po’ di cose sono cambiate: la nuova direzione artistica, per cominciare, che ha originato un nuovo approccio a spazi e contenuti. E’ stata allestita un’apposita area – ITALIAN STORIES – per rileggere la storia dell’arte italiana attraverso le opere degli espositori. Inoltre, la sezione SOLO SHOW, in cui le gallerie hanno proposto allestimenti monografici su un singolo artista. Sempre più rilevante lo spazio dedicato alle giovani gallerie: artisti esordienti e progetti sperimentali per conoscere le ultime tendenze dell’arte moderna.

Un’edizione ben riuscita, con un afflusso di pubblico sempre maggiore, anche grazie alle iniziative collegate alla città di Bologna, in cui la notte bianca dell’arte si è evoluta nel progetto ART City: un circuito di eventi, installazioni ed allestimenti, legato alla manifestazione fieristica, che ha permesso di dare visibilità ed ampio respiro ad esposizioni più durature e libero accesso al patrimonio artistico locale.

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Orgoglio e Pregiudizio: la profanazione di valori sacri

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Il bicentenario della pubblicazione di Orgoglio e Pregiudizio di Jean Austen, fra i maggiori capolavori della letteratura mondiale, offre lo spunto per affrontare una delle tematiche più a lungo trattate dai critici e dagli amanti di questo romanzo: la natura e le implicazioni, anche sociali, della relazione amorosa tra Elizabeth Bennet e Mr. Darcy.

Chiunque abbia letto il romanzo resta sin da subito catturato dalle descrizioni dettagliate che Austen offre: di come il sentimento emerga gradualmente con lo scorrere delle pagine e di come Mr. Darcy, nonostante la sua ragguardevole condizione economico-sociale  – ben al di sopra di quella della famiglia Bennet! – riesca a profanare le convenzioni tipiche del suo ceto. Continua a leggere

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La profanazione del Divino

Un tipo violento, pronto ad uccidere per gioco e per piacere; un fosco passato da lenone ed una figlia illegittima, frutto della passione adultera per la moglie di un protettore rivale. Ma anche autore fecondo della scena sacra romana, a cavallo tra Barocco e Rinascimento.

Le vicende che avvolgono la figura di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio dal luogo di provenienza della sua famiglia, continuano ad esercitare un fascino indiscusso, richiamando l’interesse di studiosi ed appassionati. Continua a leggere

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Natura o cultura?

Essere donna oggi. Questione di natura o cultura?

La francese Simone de Beauvoir, fra le maggiori pensatrici del XX secolo, non aveva dubbi e, quando nel 1949 pubblicò Le deuxième sexe, prese una chiara posizione a favore delle influenze ambientali.

«Donne non si nasce, lo si diventa – scrisse – Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna.»

E, sulla femminilità come costruzione culturale, de Beauvoir non fu la sola a disquisire. Continua a leggere

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Joeventuri: progetti e visioni

In occasione della riapertura invernale del Kindergarten (http://www.derkindergarten.it/) incontriamo Joventuri (http://www.joeventuri.com/), giovane e promettente designer bolognese che, ispirandosi al celebre Arancia Meccanica, ha inscenato il Korova Milk Bar, luogo dove i drughi amavano sorseggiare il loro lattepiù.

In sottofondo, la splendida colonna sonora del film e sui monitor, alle pareti, le scene in loop.

Buona visione.

 

Massimo Biondi
 
 

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La filosofia spicca il Volo

Prenderà il via il prossimo 18 settembre, l’edizione 2012 del Festival della Filosofia, punto d’incontro tra il pubblico e i grandi pensatori contemporanei, che quest’anno approfondirà il tema delle cose.

Per l’occasione, sono sono state organizzate lezioni magistrali, mostre d’arte, concerti, iniziative gastronomiche e per i più piccoli che, in oltre duecento eventi, animeranno i centri storici di Modena, Carpi e Sassuolo, con l’intento dichiarato di riconfermare – se non di migliorare – le oltre 176mila presenze registrate lo scorso anno. E tuttavia, sembra che quest’anno, per raggiungere questo ambizioso obiettivo, gli organizzatori non abbiano puntato sul pensiero e sulla cultura. Al contrario, l’edizione 2012 del Festival presenta un evidente segnale di rottura rispetto alle edizioni precedenti. È prevista, infatti, la presenza di tre Vip dello starsystem: l’autore e showman Fabio Volo e il duo comico I Soliti Idioti. Continua a leggere

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Politica e cultura: uno sguardo d’insieme alla situazione italiana

Spesso si e’ sentito discutere di come i giovani d’ oggi non siano culturalmente ferrati, di quanto l’ istruzione scolastica sia in continuo decadimento e di come si punti ad ” investire” fondi adibiti appositamente per l’ istruzione piu’ per mantenere i privilegi di quella casta  che annovera tra le sue fila rettori e docenti universitari che per progetti utili al completamento, nel miglior modo possibile, di un percorso scolastico. Continua a leggere

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