Chi siamo

C’era una volta la Terza Pagina, lo spazio che i quotidiani italiani dedicavano alla cultura.
Nella stampa dell’Ottocento e della prima parte del Novecento, la Prima Pagina dei quotidiani ospitava i fatti rilevanti e la Seconda si occupava di cronaca politica.

La Terza Pagina comparve per la prima volta nel 1901, sul quotidiano Il Giornale d’Italia, in un momento storico, durante il quale le innovazioni giornalistiche erano ad appannaggio dei due maggiori quotidiani del tempo: il Corriere della Sera, diretto da Luigi Albertini e La Stampa, guidata da Alberto Frassati.

E tuttavia, proprio nel dicembre di questo stesso anno, si svolse a Roma la prima della Francesca da Rimini di Gabriele D’Annunzio. Quale migliore occasione per inaugurare la Terza Pagina, deve aver pensato Alberto Bergamini, direttore del Giornale d’Italia, se non utilizzarla per scrivere dell’evento culturale clou per l’alta borghesia capitolina?

Per realizzare il suo progetto, Bergamini si avvalse di quattro giornalisti, fra i quali il critico teatrale e letterario Domenico Oliva, che fu tra i fondatori di Italia Liberale e che diresse il Corriere della Sera prima dell’era Albertini.
Il successo fu immediato e, di lì a poco, tutti i maggiori quotidiani adottarono la Terza Pagina per scrivere di cultura, anche se fu solo nel 1905 che Albertini ne sviluppò il concetto, così come lo intendiamo oggi, affiancando ai fatti culturali la letteratura d’appendice e le notizie telegrafiche.
L’articolo di apertura venne detto Elzeviro, dal nome dal carattere tipografico con il quale i primi pezzi furono redatti.
Le grandi firme della letteratura italiana contribuirono a rendere unica questa esperienza tutta italiana: grazie a intellettuali come Croce, Pirandello, Deledda a Moravia i quotidiani riuscirono, seppur per un periodo limitato, a realizzare quella commistione tra letteratura e giornalismo tanto auspicata.

Abbiamo scelto di riportare in auge la Terza Pagina, perché intendiamo scrivere di cultura a tutto tondo, ma non secondo i dettami, talvolta sottili, che essa impone: Laterzapagina racconta le Idee con il linguaggio divulgativo del giornalismo, per riportare la cultura a misura di tutte le cose.

LyL

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