Archivio dell'autore: Marika Nesi

La sintassi creativa: il linguaggio umano e la comunicazione delle specie animali

il_570xN.177896559Il linguaggio verbale umano è espressione creativa. Lo sostengono i teorici della grammatica generativa, il settore della linguistica inaugurato intorno alla metà del secolo scorso dal filosofo statunitense Noam Chomsky.

Nel periodo precedente alla nascita della disciplina la conoscenza del linguaggio presentava tratti ambigui e misteriosi. Si ipotizzava che esso avesse raggiunto l’attuale livello tra i 150.000 e i 70.000 anni fa, benché le ragioni del suo sviluppo non fossero chiare. Alcuni ne ipotizzavano il valore adattivo: la capacità linguistica si è evoluta per permettere agli esseri umani di comunicare; ma secondo altri, come Stephen Gould e lo stesso Chomsky, il linguaggio non è altro che “l’effetto collaterale” del processo di selezione di altre abilità. Di supporto empirico a queste ipotesi neanche l’ombra. Ecco perché, già nel 1866 la Société Linguistique de Paris decise di non accettare più le continue comunicazioni sull’origine del linguaggio. Continua a leggere

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La profanazione del Divino

Un tipo violento, pronto ad uccidere per gioco e per piacere; un fosco passato da lenone ed una figlia illegittima, frutto della passione adultera per la moglie di un protettore rivale. Ma anche autore fecondo della scena sacra romana, a cavallo tra Barocco e Rinascimento.

Le vicende che avvolgono la figura di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio dal luogo di provenienza della sua famiglia, continuano ad esercitare un fascino indiscusso, richiamando l’interesse di studiosi ed appassionati. Continua a leggere

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Natura o cultura?

Essere donna oggi. Questione di natura o cultura?

La francese Simone de Beauvoir, fra le maggiori pensatrici del XX secolo, non aveva dubbi e, quando nel 1949 pubblicò Le deuxième sexe, prese una chiara posizione a favore delle influenze ambientali.

«Donne non si nasce, lo si diventa – scrisse – Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna.»

E, sulla femminilità come costruzione culturale, de Beauvoir non fu la sola a disquisire. Continua a leggere

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La filosofia spicca il Volo

Prenderà il via il prossimo 18 settembre, l’edizione 2012 del Festival della Filosofia, punto d’incontro tra il pubblico e i grandi pensatori contemporanei, che quest’anno approfondirà il tema delle cose.

Per l’occasione, sono sono state organizzate lezioni magistrali, mostre d’arte, concerti, iniziative gastronomiche e per i più piccoli che, in oltre duecento eventi, animeranno i centri storici di Modena, Carpi e Sassuolo, con l’intento dichiarato di riconfermare – se non di migliorare – le oltre 176mila presenze registrate lo scorso anno. E tuttavia, sembra che quest’anno, per raggiungere questo ambizioso obiettivo, gli organizzatori non abbiano puntato sul pensiero e sulla cultura. Al contrario, l’edizione 2012 del Festival presenta un evidente segnale di rottura rispetto alle edizioni precedenti. È prevista, infatti, la presenza di tre Vip dello starsystem: l’autore e showman Fabio Volo e il duo comico I Soliti Idioti. Continua a leggere

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Schiavi dell’istinto di sopravvivenza: l’Ilva di Taranto

Quando lo scorso 26 luglio i sei reparti dell’area a caldo dello stabilimento tarantino dell’Ilva sono stati posti sotto sequestro dalla magistratura, si è mosso immediatamente  un boato di proteste. La statale 7 Appia per Bari e la Statale 106 per Reggio Calabria sono state occupate e interrotte; la città è stata ridotta alla paralisi. Diversi lavoratori hanno occupato la sede del Municipio di Taranto e, per il prossimo giovedì 2 agosto, alla vigilia della convocazione del Tribunale del Riesame sul ricorso dell’Ilva, è stato già annunciato uno sciopero di ventiquattro ore.

I dipendenti dell’acciaieria tarantina difendono con rabbia e disperazione il proprio posto di lavoro che, in molti casi, rappresenta la sola via d’uscita dalla disoccupazione, all’interno di un territorio scarsamente industrializzato.  Continua a leggere

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Libere di non riprodursi


Sono trascorsi trent’anni dai movimenti di liberazione femminile, che nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti hanno lottato per liberare il corpo delle donne dall’antico ruolo di moglie-madre e oggetto sessuale. Eppure, a conquiste consolidate, sembrerebbe che la morale comune stia facendo un passo indietro – o forse, un passo in avanti non è mai stato fatto? – e che l’Italia del nuovo millennio indietreggi inesorabilmente verso l’antica concezione.

Ministre come personaggi dei B-movies anni Settanta; ex studentesse modello che investono in un bel paio di tette nuove di zecca per fare carriera nel mondo della tivvù. È questa l’eredità del governo Berlusconi che, miscelando il maschilismo più inconfessabile con l’immancabile eredità patriarcale – e paternalista – ha relegato la donna all’antica dicotomia dei modelli tradizionali: puttana o sposa, come recitava un pezzo di Jovanotti del lontano 1992.

L’aspettativa odierna nei confronti della donna, infatti, è duplice. Continua a leggere

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Libertà datoriale e libertà sindacale: il caso Fiat Sata

Vi scrivo per dovere d’informazione e per far sì che si abbia sempre un quadro oggettivo di quello che succede alla Fiat”. E’ con queste parole che Luigi Russo, dipendente presso lo stabilimento Sata di Melfi, apre la lettera, il cui testo integrale è stato pubblicato il 14 febbraio scorso su lanotiziaweb.it.

Sono trascorsi otto anni dai  21 giorni, durante i quali gli operai della Sata si sono ribellati alle condizioni di lavoro e paga all’interno dello stabilimento. Sono trascorsi cinque mesi dal licenziamento – definito “pulizia etnica” –  di tre operai iscritti alla Fiom e responsabili, secondo l’azienda, di aver sabotato la produzione con uno sciopero; e altrettanto è trascorso dalle ingiurie (“Sei un uomo di merda“) e dalle minacce (“Ti stacco la testa, te la metto nella piazza”, “Io ti incendio”) che un dipendente, reo d’essersi infortunato sul posto di lavoro, ha subito da un preposto aziendale. Continua a leggere

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Uguaglianza e diversità

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.
È con queste parole che lo scrittore britannico George Orwell propone la sua idea di uguaglianza e di diversità. L’occasione è “La fattoria degli animali”, romanzo del 1945 e j’accuse allo stalinismo che, pur nato da premesse egualitarie quanto idealistiche, rappresentò una delle forme più palesi di totalitarismo.
Le rivoluzioni occidentali hanno rappresentato un’occasione allettante di rivendicazione dell’uguaglianza. Come nel caso di quella francese, il cui motto “liberté, égalité, fraternité”, risuona fra le note dell’inno nazionale; e di quella americana, al termine della quale venne sancito il principio di uguaglianza giuridica tra conquistatori e conquistati.
Ma l’Italia rappresenta un modello atipico. Non ha mai dato vita a una rivoluzione. Sarà per questo che, durante le ultime settimane abbiamo assistito a una serie di situazioni basate sull’ostentazione della diversità, quasi passate in sordina. Due su tutte. Continua a leggere

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La diversità raccontata da Vasco Rialzo

Vasco Rialzo, lo scrittore bolognese conosciuto come il fondatore del genere letterario techno, si racconta ai lettori di la terza pagina nella cornice del Gessetto di Bologna, fra riflessioni letterarie e qualche aneddoto sulla sua città.
Bibliografia completa: http://vascorialzo.blogspot.it/

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Gianluca Morozzi racconta la diversità

Scrittore e chitarrista bolognese, classe 1971. Gianluca Morozzi esordisce nel 2001 col romanzo “Despero”, la storia di Karba, il peggior chitarrista del mondo e della sua band, i Despero appunto. Ma il successo arriva nel 2004 con “Blackout”, un thriller quasi interamente ambientato in un ascensore, che tuttavia è anche una denuncia sociale. “Blackout” è stato tradotto in Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e Germania e nel 2007 ha ispirato l’omonimo film di Rigoberto Castañeda. Continua a leggere

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