Archivio dell'autore: Magda

Il sacro e profano del XXI secolo: Claudia Rogge

Anche quest’anno l’Arte Fiera di Bologna mi ha riservato una miriade di sorprese e di interessanti scoperte ‘artistiche’. Ma un’immagine in particolare mi ha letteralmente conquistata al primo sguardo: Paradiso I della fotografa tedesca Claudia Rogge. L’opera è inserita nel progetto EverAfter, rappresentazione visiva in chiave moderna delle tre Cantiche – Inferno, Purgatorio e Paradiso – della Divina Commedia di Dante Alighieri.

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Il ritorno dell’emigrante.

Tempo di ritorno. L’emigrante affronta il lungo viaggio che lo riporterà per qualche giorno nel luogo che ha lasciato da molti anni, in cerca di fortuna e possibilità. Non è solo ad affrontare questo viaggio spazio-temporale, lo accompagnano i ricordi e la nostalgia della sua terra. E’ carico di aspettative, ben presto deluse dal duro impatto con la realtà: non riconosce i luoghi della sua infanzia, cambiati e devastati dall’inesorabile passaggio del tempo; le persone che incontra gli sono estranee, dei visi curiosi che lo osservano con sguardo indagatore.

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Migrazione come curiosità verso il mondo.

Quando si parla di migrazione, si è soliti pensare al migrante costretto a lasciare il proprio Paese o la propria città di origine, per fuggire dalla povertà, dalla guerra, dall’oppressione o per costruirsi un futuro migliore. In realtà, ci sono dei migranti, che definirei ‘Migranti curiosi’, che si spostano da un luogo ad un altro spinti dal perpetuo desiderio di evasione e di conoscenza di nuove realtà e culture.

Qualche settimana fa, girovagando per Bologna, come mi capita di fare abbastanza spesso, mi sono imbattuta in una mostra d’arte davvero particolare, nella Corte Isolani al numero 3/B, del pittore bolognese Carlo Giampiccolo.

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Libertà va cercando…a Praga

Libertà va cercando, ch’è si cara come sa chi per lei vita rifiuta
Dante Alighieri, Purgatorio, Canto I

Ci sono dei luoghi che svelano l’essenza più preziosa della libertà, che quando hai la fortuna di raggiungerli ti smuovono dal profondo delle viscere e ti mostrano lo spettacolo simultaneo della vita e della morte. Uno di questi è Piazza Venceslao a Praga, Vàclavskè Namesti in ceco.

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La libertà dei panni stesi al sole.

Potrà sembrare una libertà scontata, ma in molti Comuni, ad esempio Livorno e Brescia, è severamente vietato stendere i panni ‘all’esterno delle abitazioni sui lati della pubblica via’. A giustificazione del divieto vengono chiamati in causa il decoro e il rispetto per i passanti, spesso vittime dello spietato bucato gocciolante. Ci sono città, invece, che hanno fatto di questa libertà una caratteristica peculiare, basti pensare a Napoli, dove è raro trovare una finestra o un balcone senza panni stesi ad asciugare. Oppure a Venezia, i cui abitanti sono obbligati da secoli dall’alto tasso di umidità a stendere il bucato all’esterno, come dimostrano le tele che Canaletto dipinse nel Settecento.

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I AMsterdam

I AMsterdam è il motto scelto dal comune della capitale olandese nel 2004, affinché tutti possano identificarsi con la città più multietnica d’Europa, dove risiedono circa 760 mila persone di oltre 170 nazionalità. Fin dalla sua fondazione, nel XIII secolo, ha sempre accolto le persone discriminate per motivi religiosi, razziali, sessuali, politici. Questa mescolanza ha creato, nel corso dei secoli, una società multiculturale, tollerante e stimolante.

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Diversità come peculiarità artistica.

In una società fortemente omologante, come quella attuale, ogni forma di diversità, razziale, sessuale, di pensiero, di schieramento politico rappresenta un motivo di esclusione ed emarginazione. In altre parole un vero e proprio ‘handicap sociale’. Tuttavia, se analizziamo l’etimologia del termine ‘diversità’, scopriamo con sorpresa che non ha un’accezione negativa, derivando dal verbo latino divèrtere, volgere lo sguardo altrove, allontanarsi dal luogo comune e dall’ordinarietà. Con questo significato, la diversità è da sempre un concetto cardine nel mondo dell’arte. Infatti un’artista è tanto più apprezzato e riconoscibile, quanto più ha uno stile originale, innovativo e, quindi, ‘diverso’ da quello degli altri. Non solo, un’altra caratteristica fondamentale dell’artista è il sapere osservare la realtà con uno sguardo differente, andando oltre la superficie del tangibile, alterando le prospettive e le angolazioni visive. In particolare, attraverso la sua opera ci introduce nel suo mondo, mostrando come tutto ciò che ci circonda sia completamente soggettivo e peculiare, a conferma che la diversità produce valore aggiunto, in quanto rappresenta l’affermazione consapevole della propria unicità. Fatto questo preambolo, il Fotoracconto che vi propongo nasce come un esperimento percettivo, volto a rappresentare alcuni luoghi, noti e non, in maniera insolita, ‘diversa’. In questa direzione, quale migliore strumento dello specchio, che tramite il ribaltamento delle immagini ha il dono di creare veri e proprio mondi paralleli.

Piazza del Nettuno a Bologna.

Piazza di Santa Maria in Trastevere a Roma.

Una vetrina di antiquario a Venezia.

Magda

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Craco e la macchina del tempo.

Questo nome non vi dirà nulla, a meno che non siate lucani come me o appassionati di luoghi, come dire, insoliti. Paolo Rumiz lo ha citato nella sua inchiesta a puntate, pubblicata la scorsa estate su Repubblica e intitolata ‘Le case degli spiriti’, perché Craco, in provincia di Matera, ha la particolarità di essere un raro esemplare di paese fantasma. Nel 1963 i suoi abitanti decidono di abbandonarlo, in seguito a una violenta frana che, ironia della sorte o, semplicemente seguendo la migliore tradizione italiana, polverizza le costruzioni più moderne e grazia il piccolo borgo medievale. Percorrendo la strada che porta a Craco, si ha la sensazione di viaggiare su una macchina del tempo: il paesaggio è irreale, dai contorni non completamente definiti e dai colori spettrali. Man mano che si sale anche l’aria ha un profumo diverso, pungente, quasi di eternità. Nel giro di diversi chilometri non si scorge anima viva, nessun rumore. La sagoma del borgo nasce lentamente dal nulla, dall’infinito e non si riesce a emettere alcun suono, si è totalmente impegnati a contemplare il silenzio.

Scendendo dall’auto si ha la testa pesante, come chi ha dormito per ore e si è svegliato con estrema fatica, si cammina con cautela tra i ruderi, si ammira la torre che svetta altezzosa e si assapora con lo sguardo lo spettacolo surreale che Craco mette in scena. Perché Craco è stato anche attore protagonista in numerosi film, come ‘Cristo di è fermato a Eboli’ di Francesco Rosi, ‘Il sole anche di notte’ dei fratelli Taviani, ‘La lupa’ di Alberto Lattuada.

Se si alzano gli occhi in direzione delle numerose finestre prive di vetri, si può sbirciare al loro interno: risate, rumore di posate, grida, lacrime e carezze riecheggiano.

Magda

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La lusinghiera e ambigua Venezia.

Cari lettori (passatemi pure quest’espressione, utilizzarla è il sogno di chiunque ‘scribacchi’) state per leggere/osservare un esempio di ‘foto-racconto’, nel quale si mescolano le parole di illustri scrittori e le immagini catturate dal mio obiettivo.

“Basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All’Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.”
Tiziano Scarpa

“Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali, ma di una natura che avesse creato le proprie opere con un’immagine umana.”
Marcel Proust

“La gondola nera, slanciata, e il modo in cui si muove, lieve, senza rumore alcuno, ha qualcosa di strano, una bellezza da sogno, ed è parte integrante della città dell’ozio, dell’amore e della musica.”
Hermann Hesse

“Questa è Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola, nella cui atmosfera corrotta l’ arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.”
Thomas Mann

Magda

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To Rome with love

Nelle sale cinematografiche è appena uscito il nuovo film di Woody Allen, in cui il regista newyorkese dichiara tutto il suo amore per la Città Eterna. Quale migliore spunto per organizzare una Vacanza Romana?
Tappa obbligata è la visita alla mostra ‘Dalì. Un artista. Un genio’, in programma al Complesso del Vittoriano fino al primo luglio. Ne emerge un Dalì diverso dal pittore surrealista studiato sui libri di storia dell’arte ai tempi della scuola, un Dalì personaggio, opera d’arte animata e fine conoscitore della potenza dei mezzi di comunicazione di massa. Attraverso la visione dei filmati d’epoca, presentati all’inizio della mostra, si apprezza la sua eccentricità e la sua sensibilità, non solo artistica, ma soprattutto umana. Il suo viso e i suoi baffi, diventano un’icona nella serie di fotografie del fotografo russo-americano Philippe Halsman, Dalì scherza e, a volte, si prende gioco dell’obiettivo,  dimostrando di avere piena consapevolezza della forza evocativa della sua immagine. Un altro fil rouge della mostra è il rapporto di Dalì artista con l’Italia e, in particolare, con i grandi del Rinascimento italiano, Raffaello e Michelangelo in primis. In questo caso apprezziamo l’abilità del pittore, che fa proprie e reinterpreta le tecniche dei Maestri della tradizione, mettendole al servizio della propria arte. L’ultima sezione della mostra è dedicata alle collaborazioni che l’artista catalano ha intrapreso con i mostri sacri del cinema italiano, Luchino Visconti e Federico Fellini, a testimonianza, ancora una volta del suo essere eclettico e artista a tutto tondo.
Non si può andare via da Roma, senza trascorrere qualche ora alla scoperta delle meraviglie di Trastevere: le piazze, la miriade di vicoli, le trattorie con la cucina romana d’eccezione, i negozi vintage. Un autentico ristoro dal traffico e dai rumori della quotidianità. E se si riesce, una visita al Museo di Roma in Trastevere, in Piazza Sant’Egidio, 1, è vivamente consigliata. E’ un piccolo museo fotografico, ma dalle molte sorprese. In programma fino al 27 maggio la mostra ‘Io amo l’Italia’ di Leonard Freed, il fotografo di Brooklyn della scuderia Magnum. Sono esposte le fotografie scattate nel Bel Paese, da nord a sud, da un artista che non si definiva ‘autore interessato ai fatti’, ma che si poneva come obiettivo primario quello di ‘mostrare atmosfere’.
Al termine di una giornata all’insegna dell’arte e delle scoperte artistiche, l’ideale è un aperitivo in Piazza Navona, magari al tramonto, quando le luci rosse illuminano la piazza più viva e coinvolgente di Roma, stracolma di artisti e vibrante di musica immortale.
Magda

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