Viaggio ad Eä: scrivere un nuovo universo

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Fonte: www.tolkienestate.com

Alcuni autori utilizzano la parola scritta per costruire mondi nuovi, che nessuno aveva mai nemmeno provato a immaginare. Tra questi, quelli bravi scrivono di situazioni inconsuete; quelli molto bravi inventano scenari inediti, ma pur sempre codificabili dall’immaginario collettivo. Il fuoriclasse, invece, cambia completamente le regole, e plasma nuovi universi, popolati da nuove creature, che parlano nuove lingue e hanno nuove caratteristiche peculiari. Creando – anche inconsapevolmente – un genere. Nuovo, naturalmente.

L’autore in questione, padre del fantasy moderno, è un filologo, glottoteta e professore inglese di linguistica, nato in Sudafrica nel 1892, di nome John Ronald Reuel Tolkien.

Tutto nasce dal suo vizio segreto (dal saggio omonimo) di creare nuovi linguaggi, scintilla della creazione di una delle saghe più famose di tutti i tempi: quella de Il Signore degli Anelli, insieme a Il Silmarillion e Lo Hobbit un trittico impareggiabile.

“Nessuno mi crede quando dico che il mio lungo libro (Il Signore degli Anelli) è un tentativo di creare un mondo in cui una forma di linguaggio accettabile dal mio personale senso estetico possa sembrare reale. Ma è vero.”
(Tolkien – Lettere)

Oltre all’ambientazione compiuta delle “sue” lingue, Tolkien voleva fortemente dare corpo a una “mitologia originale per la lingua inglese”. E ha creato un’opera epica ed evocativa, disegnando archetipi immortali per tutti i generi artistici.

Il suo legendarium si sviluppa ad Arda, uno dei pianeti di (il Mondo che E’), che assomiglia molto al nostro, ma è “una Terra ad un differente stadio dell’immaginazione”. L’evoluzione di Arda è complicata: creata da Eru Ilúvatar (L’uno, Colui che è Solo) per i suoi figli (gli Elfi e gli Uomini) attraverso Ainulindalë (la Grande Musica: il canto della creazione), aveva un aspetto arido, infuocato e inospitale, fino a quando vi fu posto ordine dagli angelici Ainur: i Valar (i Potenti) e i Maiar (il Popolo dei Valar), creatori di tutte le cose.

“Gli altri Ainur guardarono però questa dimora fissata nei vasti spazi del Mondo, che gli Elfi chiamano Arda, ossia la Terra; e i loro cuori esultarono nella luce e i loro occhi, che vedevano molti colori, erano colmi di gioia”
(Tolkien – Il Silmarillion)

Su Arda gli Uomini non sono l’unica razza – e nemmeno la più brillante – ma cedono lo scettro alla stirpe immortale degli Elfi (Il Primo Popolo), risvegliati dagli Ainur a Cuiviénen (il Lago del Risveglio); entrambi convivono con i Nani e gli Hobbit. Ognuna di queste razze ha una sua lingua compiuta, ma comprende bene l’Ovestron, la lingua corrente, parlata da Uomini e Hobbit e usata da Elfi e Nani come seconda lingua.

Tutti i ceppi linguistici hanno origine dall’antico Tengwar, il linguaggio delle Cirth (le Rune), la matrice simbolica di tutti i suoni.

arda

Arda in lettere Tengwar
Fonte: Il Fosso di Helm

Quelle elfiche sono tra le più belle lingue di Arda: circa una decina, complete di grammatica e sintassi, spesso fornite di un’ampia letteratura. Il Quenya è l’antica lingua cerimoniale e dei testi sacri: un misto tra latino, greco e finnico, con influssi spagnoli e italiani, molto ricca di vocali e consonanti labiali. Il Sindarin, invece, ispirato alle lingue gallesi, è la lingua comune, sviluppata dal ceppo elfico rimasto nella Terra di Mezzo.

namarie

(Ah! Come oro cadono le foglie al vento, lunghi anni innumerevoli come le ali degli alberi!
(estratto dal Lamento di Galadriel “Namárië” – Addio – in  lingua Quenya, scritto con le Tengwar e traslitterato in alfabeto latino)
Fonte: Il Fosso di Helm

Mentre i Nani conoscono il Khuzdul, complesso e cacofonico, ma comunicano soprattutto usando l’Iglishmek, il linguaggio gestuale; le creature malvagie (Orchi, Nazgul e gli altri esseri oscuri) parlano il Linguaggio Nero, creato da Sauron (l’Oscuro Padrone), il Vala decaduto che scatenò la Guerra dell’Anello. Una lingua cupa, ispirata al tedesco, e quasi solo orale, di cui non si hanno che pochi esempi, tra cui quello inciso sull’Unico Anello.

Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,
ash nazg thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul

(Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

Tolkien – La Compagnia dell’Anello) 

Un universo evocato dal magico canto di spiriti puri e che ha per colonna sonora suoni di lingue mai sentite prima: vi aspetto al prossimo post, se vorrete, per continuare il viaggio, perché – come dicono gli Elfi – “Elen sila lumenn’ omentielvo!” (Una stella brilla sull’ora del nostro incontro!)

Namárië,
Lithien

Per approfondire:
www.ilfossodihelm.it (che ringrazio per le immagini)
www.ardalambion.immaginario.net (per i dizionari elfici e il corso di Quenya)

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