Orgoglio e Pregiudizio: la profanazione di valori sacri

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Il bicentenario della pubblicazione di Orgoglio e Pregiudizio di Jean Austen, fra i maggiori capolavori della letteratura mondiale, offre lo spunto per affrontare una delle tematiche più a lungo trattate dai critici e dagli amanti di questo romanzo: la natura e le implicazioni, anche sociali, della relazione amorosa tra Elizabeth Bennet e Mr. Darcy.

Chiunque abbia letto il romanzo resta sin da subito catturato dalle descrizioni dettagliate che Austen offre: di come il sentimento emerga gradualmente con lo scorrere delle pagine e di come Mr. Darcy, nonostante la sua ragguardevole condizione economico-sociale  – ben al di sopra di quella della famiglia Bennet! – riesca a profanare le convenzioni tipiche del suo ceto.

In particolare, Austen descrive con  sottile ironia la fitte maglie di una Legge, naturale quanto positiva, che non prevedeva il diritto di successione per le figlie femmine. Mr Bennet, genitore della protagonista e che di figlie ne ha addirittura cinque, è costretto a lasciar tutto in eredità ad un lontano nipote, di professione pastore. Un uomo gretto e ignorante che, oltre al l’eredità dello zio, spera di prendere in sposa proprio l’affascinante Elizabeth, che per la sua indole ribelle e anticonformista, non acconsentirà mai ad un matrimonio combinato.

La sacralità di questi dettami giuridici, fondati sulle consuetudini misogine, che vedevano una donna non degna di ereditare neppure ciò che le sarebbe spettato di diritto, né quantomeno di un certo tipo di matrimonio, perché inetta al pianoforte o di estrazione sociale discutibile, erano la norma sino a non molto tempo fa.

Nel 1813 questi dettagli, che noi potremmo definire addirittura vezzi, sarebbero stati determinanti in una storia d’amore, ma in Orgoglio e Pregiudizio no! Una forza esterna ma intrinseca interviene, profanando ciò che per la società del tempo era  più Sacro: la conservazione di un ordine arcaico e prestabilito, che mantiene intatte le certezze di quanti nell’innovazione e nel cambiamento vedono un male piuttosto che una forma di progresso.
Alla fine del romanzo i due protagonisti, nonostante abbiano fatto vicendevolmente  i conti con l’orgoglio e il pregiudizio, dai quali sono stati a tratti offuscati e ostacolati, coroneranno il loro sogno d’amore. Venendo meno  a convenzioni e prassi per noi antiquate e regalandoci emozioni sempre attuali.

 

Valentina

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