La donna tra il sacro e il profano.

“L’espressione One world (un unico mondo) ha diversi significati, ed uno di questi  è che ciascuno di noi è responsabile di tutto ciò che avviene nel mondo. Su questo siamo tutti d’accordo, credo. Ma se il calzolaio o il medico sono responsabili, in quanto uomini, di tutto ciò che avviene sulla terra…il calzolaio ha una responsabilità circoscritta, che consiste nel fabbricare buone scarpe. Il medico, nell’esercizio della propria professione, può scegliere di impegnarsi a fondo nella lotta contro le condizioni insalubri del quartiere o contro la violazione di certe norme igieniche nelle fabbriche…”.

“Anche noi ora che i mezzi di comunicazione e i sistemi di trasmissione delle informazioni da paese a paese sono tanto numerosi, stiamo ormai diventando responsabili di qualsiasi ingiustizia venga perpetuata in qualsiasi punto della terra”.

Fonte: Jean Paul Sartre – La responsabilità dello scrittore.

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Jean Paul Sartre – scrittore, drammaturgo e filosofo francese –  così scriveva nel 1946 affrontando il tema della responsabilità dello scrittore. Sartre sosteneva, sebbene in un periodo storico profondamente diverso da quello attuale, che l’utilizzo delle parole implica  una grande responsabilità individuale a cui nessuno può sottrarsi. La comunicazione, che  ai tempi di Sartre aveva come mezzi principali  il giornalismo e la scrittura, ha il potere di cambiare le cose evidenziandole agli occhi del mondo.

Se lo scrittore dice “Sul tavolo era appoggiato un bicchiere” in quello stesso momento evidenzia al suo lettore l’esistenza di un oggetto che altrimenti non sarebbe stato notato e di cui il lettore non aveva consapevolezza. La scrittura, dunque, rende consapevoli e trasforma la nostra capacità di vedere le cose (il bicchiere sul tavolo). La comunicazione trasforma ed ha trasformato la società.

Come il calzolaio e il medico sono responsabili individualmente nell’esercizio del loro lavoro dello sviluppo della collettività nazionale, così lo scrittore e chi utilizza i più moderni sistemi di comunicazione è responsabile della trasformazione che produce sulla collettività.

Di questa responsabilità ci racconta Lorella Zanardo a proposito della figura della donna nel nostro Paese.

Lorella Zanardo – consulente organizzativa nonché ex dirigente in società multinazionali – nel 2009 realizza un documentario dal titolo “Il corpo delle donne” che fa circolare in rete allo scopo di aumentare il livello di consapevolezza sull’immagine della donna nella televisione italiana.

L’idea del documentario nasce quando Lorella rientra in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero. Nel guardare la TV  si accorge che la figura femminile viene presentata in un modo differente rispetto al resto d’ Europa. La donna viene raffigurata in modo distorto ma nessuno sembra accorgersene, soprattutto le donne stesse. “Quando ho visto una ragazza seminuda sotto un tavolo di plexiglass in una trasmissione televisiva mi sono messa ad urlare” dice “ma nessuno in Italia sembrava accorgersene”.

Lorella Zanardo raccoglie registrazioni di programmi televisivi trasmessi da emittenti diverse durante fasce orarie varie ed evidenzia come il ruolo della donna si sia ridotto ad una funzione decorativa o seduttiva esercitata soprattutto attraverso il corpo. Le donne esprimono se stesse attraverso il corpo piuttosto che le idee rispondendo ad un modello vetusto e maschile.

Questo modello iniettato nella società, a partire dagli anni 80 con l’avvento della TV commerciale, ha prodotto come risultato donne con una forte crisi di identità e insicurezza: donne che hanno paura di invecchiare, donne che spendono più nella chirurgia estetica che in salute, donne che cercano il potere e l’affermazione professionale attraverso gli uomini oppure imitando gli uomini.  Così le donne italiane lavorano più degli uomini e di qualsiasi donna in Europa, entrano in competizione tra loro più degli uomini, affidano la loro affermazione a figure maschili.

Lorella Zanardo attraverso il documentario ha portato alla luce questa realtà e ha portato le donne ad interrogarsi sul perché hanno reso possibile tutto ciò. Il documentario ha riscosso molto successo e la Zanardo ha deciso di portarlo ovunque, in particolare nelle scuole italiane. La presa di consapevolezza da parte delle donne che hanno partecipato ai suoi incontri è stata evidente e in molte hanno affollato il suo blog ilcorpodelledonne.com con tantissime testimonianze. Lorella Zanardo ha intuito che il silenzio delle donne è al momento limitato alla sfera pubblica (in cui si sentono meno libere), mentre nell’ambito privato sono in atto cambiamenti profondi che la società e la politica non sono in grado di riconoscere.

Nel continuare con responsabilità la sua attività ha pubblicato un secondo libro ‘Nuovi Occhi per la tv” in cui dopo la denuncia propone un percorso formativo per cambiare, da subito e concretamente anziché avviare una lotta sterile contro l’arroganza televisiva.

Lorella Zanardo ci ricorda l’importanza per le donne di ritrovare la loro autenticità, senza affidarsi a modelli stereotipati. Invita le donne a conoscersi e a perseguire i loro interessi che sono spesso fatti non solo da logica ed intelligenza ma da emozioni. In pratica suggerisce alle donne di essere vulnerabili e di utilizzare la loro sensibilità per creare un nuovo modo di essere che sia ulteriore e complementare con quello maschile.

Anna Magnani quando prima di un film volevano cancellarle le rughe con il trucco rispondeva: lasciatele li, sono mie, ci ho messo una vita intera a farle”.

Libri consigliati:

il corpo delle donne Titolo: Il Corpo delle donneAutrice: Lorella Zanardo

A proposito di: L’immagine che la TV ha restituito alle donne.

senza chiedere permesso Titolo: Senza chiedere permesso.Autrice: Lorella ZanardoA proposito di: Democrazia.
Wolfjpeg Titolo: Una stanza tutta per se.Autrice: Virginia WoolfA prepositò di: La libertà creativa delle donne attraverso la letteratura.

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