Vita on the road di un giovane autore

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Uno dei miei desideri era di avere l’occasione di occuparmi, in questo mio spazio, di giovani autori al loro esordio e l’argomento di questo mese me ne ha dato una piacevole occasione. Si perché oltre ad essere un autore esordiente, il nostro personaggio ha sperimentato la vita completamente “on the road” dal 2005 fino a pochi mesi fa (e non è detto che sia deciso a fermarsi).

Oggi vi parlo di un giovane che nell’anno  2005 all’età di 24 anni decide di partire per Madrid, di li a poco però il suo diviene un viaggio senza fine, una vita on the road per l’appunto, ma senza carte di credito badate bene, vivendo di espedienti, di quello che riusciva a guadagnarsi col lavoro delle sue mani e barattando, come lui stesso dice nella sinossi del suo esordio letterario, la lettura di racconti ad alta voce per un pasto caldo.
Quanto segue è la trascrizione purtroppo un po’ limata di una lunga intervista in una piacevole serata con l’amico e scrittore Simone

Il voler vivere in viaggio, l’abbandonare tutte le certezze e vivere di espedienti, è stata una scelta personale oppure hai seguito la corrente di quali eventi?
Stavo studiando all’università, abitavo per conto mio con alcuni amici, quando le varie certezze legate alla famiglia e a tutto il resto cominciarono a sbriciolarmisi attorno senza che io avessi fatto niente. Colsi l’occasione per capire come vanno queste cose e per vedere che effettivamente tutto andava sgretolandosi. Così non mi sembrava di avere molto ancora da perdere e non vedevo più il motivo di seguire questi schemi. Ho quindi deciso, faccio due passi indietro e mi reinvento una vita e decisi di andare a Madrid.

Ricordi il giorno in particolare, il momento in cui è maturata l’idea dentro di te?
Ero a Madrid, all’inizio dovevo rimanere un paio di settimane, le quali poi diventarono sei mesi abbondanti e durante quel periodo mi tronò la stessa impressione di seguire schemi che non volevo. Un giorno io e un mio coinquilino leccese invitammo una nostra vicina a colazione, il mio amico voleva far colpo su di lei, e alla sua domanda “ma voi oggi cosa fate di bello?” noi rispondemmo goliardicamente “potremmo andare in Portogallo!, oggi pomeriggio partiamo!” e la lasciammo a bocca aperta. L’abbiamo anche convinta a venire con noi almeno per i primi giorni. Quei primi due giorni ci sono piaciuti così tanto che abbiamo deciso di proseguire, nessuno ci dava passaggi e avemmo modo di riflettere che…cazzo era bello camminare però!, da Salamanca la facemmo quasi tutta a piedi fino al Portogallo. Passarono i giorni e la cosa mi entusiasmò, era molto meglio che continuare a deprimermi. Durante uno dei miei viaggi, io e un amico (i compagni di viaggio ogni tanto cambiavano) avemmo l’idea di andare nel retro di un ristorante alla chiusura per chiedere loro le cose che altrimenti avrebbero buttato via e quella fu una svolta perché diminuì di molto le mie preoccupazioni sui costi, mi era più facile gestire le mie risorse, una delle quali era la propensione narrativa, la capacità di inventare, scrivere e raccontare.

Fammi una specie di road map, la tua avventura è partita da Madrid e poi?
Da Madrid al Portogallo, dal Portogallo all’Italia nel Salento, una breve pausa a Bologna poi di nuovo a Madrid che è stato quando ho fatto due mesi senza soldi, poi a Bologna, di nuovo il Salento, poi con degli amici sono andato a cercare una vendemmia in Svizzera, da li insieme ad un’amica in un posto vicino Granada, poi da solo sono tornato a Madrid, sono poi tornato in Portogallo e poi di nuovo a Bologna.

I posti più strani e i posti più suggestivi dove hai messo la tenda?
Alla stazione degli autobus di Granada eravamo io e la mia amica israeliana. Non ci facevano stendere e decidemmo di dormire in un bagno pubblico, un’altra volta in Portogallo in un palazzo con più piani e l’ultimo piano senza abitazioni, e ci accampammo sul pianerottolo del tetto. Come posti suggestivi nel deserto, durante un’escursione in Israele, tre notti nel deserto e una notte sul mar morto…un silenzio sovrannaturale.

Ti sei mai trovato nei periodi di solitudine in uno di quei momenti di disperazione nei quali non sai più se ce la fai?, ti sei sentito perso?
Sentirsi persi è una caratteristica fondamentale, è un po’ il suo bello. Quasi sempre il secondo o il terzo giorno che sono in viaggio ho il classico crollo emotivo ma il momento più nero successe in Portogallo, avevo deciso di smettere e tornare a Bologna, ci misi due settimane era gennaio, in Provenza in direzione di Nizza, nessuno mi dava un passaggio, era freddo e pioveva, tornai un po’ indietro verso il paese, con la speranza di trovare un autobus, mi sembrava di non avere via d’uscita, poi in una rotonda due ragazzi mi diedero un passaggio, lo accettai anche se non andavano nella mia direzione. Insieme andammo addirittura al cinema, andai a dormire da loro e poi la mattina dopo ripartii e col primo passaggio arrivai dritto di filata a Nizza, in un certo senso avevo fatto anche prima!

La persona più buona che hai incontrato e la persona più cattiva?
I momenti quando hai davvero fame e quello che ti sta davanti potrebbe darti qualcosa ma non lo fa per principio ma non solo, in più ti tratta anche male…ad esempio una volta in Portogallo cominciava a far sera, io e la mia amica israeliana cominciavamo a chiederci dove avremmo dormito. Ad un certo punto entriamo dentro una chiesa e chiediamo al prete se poteva ospitarci, anche un angolino dentro la chiesa, nell’oratorio…lui ce lo negò, per motivi di morale e vedendoci un po’ preoccupati cercava di parlarci in italiano, io ero incavolato nero dentro di me e questo sta li e mi dice che sa un po’ di italiano per via del Vaticano e via di seguito. La stessa giornata si è bilanciata facendoci trovare una delle persone più buone, ci eravamo fermati vicino ad un bar e vedo che uno del posto si mette a parlare con la mia amica e ci ha ospitato a casa sua, ha voluto sentire le nostre storie di viaggio, ci ha fatto dormire nella dependance e la mattina dopo la moglie, che era pasticcera ci ha fatto trovare una tavola piena di paste e dal momento che eravamo senza tenda, ci regalò quella di suo figlio, “tanto io domani la ricompro” diceva. Una volta in Francia in un periodo in cui ero malato una persona mi ospitò finché mi ripresi.

I personaggi più strani che ti hanno dato un passaggio?
Beh diciamo che la hit-parade è formata da tre portoghesi, due uno di seguito all’altro. Premetto che nel sud del Portogallo non è per niente raro vedere la gente che parla da sola per la strada, non stanno telefonando con l’auricolare, parlano completamente da soli e molto spesso. Uno di questi in una notte di luna piena durante la quale ero anche particolarmente arrabbiato, tanto da accettare passaggi in qualsiasi direzione, mi da un passaggio un tizio che comincia a farmi discorsi esoterici, con tanto di voce impostata e mentre parlava mi guardava fisso senza guardare la strada, sbandando anche spesso. Ad un certo punto incontriamo una rotonda con una grande sfera nera al centro, sai quelle sculture postmoderne…beh era talmente spaventato da questa sfera che lui vedevo come un funesto presagio che non riusciva ad attraversare la rotonda, alla fine col fatto che c’era la luna piena ha pensato che la sfera bianca annullasse la sfera nera ed è riuscito a proseguire, io però sono sceso e mi sono accampato in una casa in costruzione, mi sono svegliato alle sette del mattino e non sapevo dove andare, ad un certo punto vedo una rotonda con i punti cardinali, cosa che non avevo mai visto prima e decisi di andare verso est, verso la Spagna, e incontro una ragazza dell’Angola che mi da un passaggio, era appena rientrata dalla notte in un locale e guidava con un cocktail in mano, siamo andati in una spiaggia e mi ha chiesto se…beh insomma c’ha provato! Solo che io non ero dell’umore, avevo appena litigato con la mia amica israeliana e non ero proprio in vena, poi siamo tornati in macchina e dopo un po’ mi è saltata addosso dicendo “va beh non me ne frega niente se non te la senti” e ci siamo messi entrambi a ridere! Un altro invece, tieni presente che in tutti i viaggi c’era qualcuno che ci provava, sia donne che uomini. L’anno scorso a maggio in un momento in cui mi stavo chiedendo come mai non avevo ancora trovato uno che ci provava, presi un passaggio da un tipo che addirittura iniziò a toccarsi mentre mi guardava, guidando quindi con una mano sola….

Ti sei mai trovato talmente bene in un posto da pensare di volerti fermare?
E successo poco tempo fa, nel chianti, in una grande azienda agricola, dormivo nel bosco e di giorno lavoravo nella vigna, dopo la vendemmia mi avevano dato un capanno dove dormire. Una sera andai a cena da una donna francese che era li nella fattoria e mi fece conoscere una sua amica, ci prendemmo molto bene e rimasi li fino a dicembre con l’idea di restare, poi però dopo tre mesi le cose peggiorarono e non ebbe più senso rimanere. Ah successe più o meno la stessa cosa tempo prima a Gerusalemme con la mia amica israeliana!

Ecco quindi a voi cari lettori questo autore ramingo del quale poi al prossimo articolo vi presenterò il libro d’esordio.
Yuri

4 commenti

Archiviato in Recente passato

4 risposte a “Vita on the road di un giovane autore

  1. Anonimo

    lo conosco questo giovane!

  2. Anonimo

    passava di letto in letto e si arrabbiava tanto se glielo facevi notare… tanto lui, per sè, aveva sempre una buona giustificazione… uno pochetto paraculetto… chi sono?

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