Archivi del mese: agosto 2012

Italians

Se i tg non fossero così impegnati a dirci quanto sia calda l’estate e freddo l’inverno, ci avrebbero certamente spiegato che stiamo vivendo gli anni della Nuova Emigrazione.

Di partenze l’Italia ne ha conosciute tante: emigrarono gli uomini del Risorgimento (Mazzini in Inghilterra, Cattaneo in Svizzera, Orsini in Francia, Garibaldi ovunque, Meucci inventò il telefono in America perché fuggito dopo i moti del 1831), gli antifascisti nel periodo in cui treni arrivavano in orario, e Continua a leggere

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Il ritorno dell’emigrante.

Tempo di ritorno. L’emigrante affronta il lungo viaggio che lo riporterà per qualche giorno nel luogo che ha lasciato da molti anni, in cerca di fortuna e possibilità. Non è solo ad affrontare questo viaggio spazio-temporale, lo accompagnano i ricordi e la nostalgia della sua terra. E’ carico di aspettative, ben presto deluse dal duro impatto con la realtà: non riconosce i luoghi della sua infanzia, cambiati e devastati dall’inesorabile passaggio del tempo; le persone che incontra gli sono estranee, dei visi curiosi che lo osservano con sguardo indagatore.

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Scrittori migratori. Claudio Magris, come Chatwin, nell’Europa Danubiana.

“Il vero domicilio dell’uomo non è la sua casa ma la strada … e la vita essa stessa è un viaggio da fare a piedi” (Bruce Chatwin)

“Si può anche scoprire il mondo restando seduti su un banco” (Claudio Magris)

Cari amici di bagaglio a mano, dopo un periodo come quello estivo spesso ricco di viaggi e di scoperte, parleremo di “scrittori migratori”.  Tra questi Claudio Magris, scrittore triestino, che con il suo romanzo più famoso (Danubio) ci accompagna in un viaggio spazio-temporale nell’Europa Danubiana. Continua a leggere

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La migrazione nel post-modernismo

Migranti per necessità o semplicemente migranti onirici: la letteratura mondiale è stracolma di autori e protagonisti che a un certo punto della loro vita hanno deciso di abbandonare il proprio luogo d‘origine alla ricerca di nuovi stimoli.  A partire da James Joyce il quale decise di lasciare Dublino perché ormai città in totale decadenza morale, civile e religiosa trasferendosi a Trieste, molto più stimolante culturalmente e disquisendo di questo tema in una delle sue opere più rappresentative:  Gente di Dublino.  Continua a leggere

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Migrare per amore e per principio

Sono di ritorno da Lione, dove ho conosciuto una cultura frizzante, molto lontana dagli stereotipi, e un piccolo gruppo di italiani emigrati oltralpe.

Tra questa varia umanità ho avuto modo di chiacchierare approfonditamente con un ragazzo di 38 anni, gli ultimi due vissuti in Francia, che accetta di condividere la sua esperienza.

Giovanni è cresciuto, si è laureato e ha lavorato a Bologna fino al 2010, quando si è trasferito in Francia. Le motivazioni che l’hanno convinto a lasciare l’Italia riguardano due forti sentimenti: l’amore e il desiderio di riscatto, in egual misura.
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Vita on the road di un giovane autore

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Uno dei miei desideri era di avere l’occasione di occuparmi, in questo mio spazio, di giovani autori al loro esordio e l’argomento di questo mese me ne ha dato una piacevole occasione. Si perché oltre ad essere un autore esordiente, il nostro personaggio ha sperimentato la vita completamente “on the road” dal 2005 fino a pochi mesi fa (e non è detto che sia deciso a fermarsi). Continua a leggere

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La migrazione suprema

Decidere di abbandonare il luogo che ci appartiene e ci rappresenta per un ambiente del tutto nuovo e sconosciuto è un atto estremo, spesso dettato più dal senso di sopravvivenza che non dal coraggio o dalla passione per l’avventura. Ma c’è un tipo di migrazione che non contempla alcuno spostamento fisico: quando il viaggio è interiore non serve percorrere lo spazio e la meta diviene la speranza di evolvere spiritualmente.

In uno dei romanzi gotici più densi e magici del secolo scorso, Il Golem (Gustav Meyrink – 1915), il viaggio verso la redenzione dell’anima è rappresentato in maniera del tutto inusuale, attraverso il tema del doppio della Kabbalah ebraica. Continua a leggere

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Migrazione come curiosità verso il mondo.

Quando si parla di migrazione, si è soliti pensare al migrante costretto a lasciare il proprio Paese o la propria città di origine, per fuggire dalla povertà, dalla guerra, dall’oppressione o per costruirsi un futuro migliore. In realtà, ci sono dei migranti, che definirei ‘Migranti curiosi’, che si spostano da un luogo ad un altro spinti dal perpetuo desiderio di evasione e di conoscenza di nuove realtà e culture.

Qualche settimana fa, girovagando per Bologna, come mi capita di fare abbastanza spesso, mi sono imbattuta in una mostra d’arte davvero particolare, nella Corte Isolani al numero 3/B, del pittore bolognese Carlo Giampiccolo.

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Il Portogallo “Sostiene…” la libertà di scrivere.

Lo scrittore deve sempre rispondere a quello che sente, mai costringersi a scrivere quello che non sente. Tutto è narrabile. Tutto ha legittimità di essere narrato. Poiché tutto ciò che esiste merita di essere raccontato.

La capacità di dubitare è molto importante, quasi a livello fisiologico: bisogna dubitare delle religioni fondamentaliste che non ammettono dubbi; dei regimi politici imposti, che non ammettono dubbi, di ogni forma estetica di perfezione, che non da spazio al dubbio. Anche se esistono dei valori fondamentali sui quali non è possibile equivocare: come l’affermazione «Tratta il prossimo tuo come te stesso», o la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

 (Antonio Tabucchi)

Cari amici di bagaglio a mano, questa settimana ci rechiamo in Portogallo dove parleremo della libertà di scrivere attraverso il contributo di scrittori come Antonio Tabucchi (1943-2012) e José Saramago (1922-2010). Il primo di origine italiana ma con una vita trascorsa prevalentemente in Portogallo, il secondo portoghese.

Il Portogallo, terra di indiscusso fascino sia per la posizione geografica (“terra alla fine del mondo”) che per la sua storia di esplorazione e conquiste, è un Paese in cui il tema della libertà seppur con modalità diverse ha sempre avuto un ruolo centrale. La libertà altrui negata durante il periodo coloniale e poi la libertà cercata durante la dittatura di Salazar (dittatura durata oltre 50 anni e terminata con la rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974).

La restrizione della libertà di opinione e di stampa in terra Lusitana(nome antico del territorio portoghese)  durante il periodo fascista viene efficacemente denunciata e genialmente descritta da Antonio Tabucchi all’interno del suo romanzo più famoso: “Sostiene Pereira”.  Da questo stesso romanzo è stato tratto l’omonimo film diretto da Roberto Faenza e interpretato da Marcello Mastroianni. La storia è  ambientata a Lisbona nel 1938 durante il regime di Salazar e narra le vicende di un giornalista di nome Pereira. Pereira, splendidamente interpretato da Mastroianni nel film, è un uomo mediocre e senza idee politiche, dedito solo alla letteratura e al ricordo di sua moglie morta. L’arrivo in redazione di un impavido scrittore di origini italiane, metterà a repentaglio la sua tranquillità, costringendolo ad una scelta: censurare i testi irriverenti e sentiti del provetto giornalista oppure contribuire ad affermare una maggiore libertà di opinione e di stampa nel proprio Paese.

Pian piano, Pereira risveglia la propria “confederazione delle anime” ed intraprende un percorso di cambiamento interiore che lo costringe a prendere coscienza della realtà del regime in cui vive, le violenze, il clima di intimidazione, la censura cui è sottoposta la stampa, tutte cose cui non aveva fino ad allora fatto caso, isolato com’era dalla vita reale, concentrato solo sul pensiero della moglie, sulla letteratura e sulla paura della morte.

Tabucchi è stato, sia per i suoi romanzi ma anche per il suo impegno civile, definito “l’uomo della libertà”. Ha sempre ricercato nella società quella libertà di pensiero che rivendicava per se stesso, ma anche per tutti gli altri. A tal proposito ha ricevuto il premio «Francisco Cerecedo» per la libertà di opinione attribuito ogni anno dal Principe delle Asturie in Spagna.

Non da ultimo il 1º luglio 2008 Tabucchi, in un’intervista a MicroMega, aveva dichiarato la propria adesione all’iniziativa di scendere in piazza l’8 luglio 2008 contro le cosiddette “leggi-canaglia” varate dal governo Berlusconi. Lo scrittore rispetto alla situazione politica italiana ha preso una netta posizione dichiarando l’“emergenza democratica”.
Per  contribuire allo sviluppo di un informazione più variegata in Italia il 23 settembre 2009, Tabucchi, insieme a Chierici, Travaglio, Beha e altri, ha collaborato alla scrittura del nuovo giornale Il Fatto Quotidiano.

Scrittore nato e cresciuto in Portogallo impegnato anche sul fronte politico per l’affermazione della libertà di opinione nel suo Paese è José Saramago. Nel 1947 scrisse il suo primo romanzo Terra del peccato non accolto positivamente dal dittatore Salazar a cui Saramago si é sempre opposto tenacemente e dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività giornalistica. S’iscrisse in seguito clandestinamente al Partito Comunista Portoghese riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime.

Dal 1974 in poi, in seguito alla cosiddetta rivoluzione dei garofani  Saramago si dedicò completamente alla scrittura e gettò le fondamenta di quello che può essere definito un nuovo stile letterario ed una nuova generazione post-rivoluzionaria.

Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell’assedio di Lisbona, una delle più belle storie d’amore mai scritte, il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità. Nel 1998 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura.

La sua percezione della scrittura e soprattutto della libertà di scrivere è ben rappresentata da quanto affermò nel discorso fatto dopo la premiazione “l’uomo più saggio ch’io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere”. SI riferiva a suo nonno.

 

Libri consigliati

Autore: Antonio Tabucchi

Titolo: Sostiene Pereira

Autore: Josè Saramago

Titolo: Cecità

Autore: Valeria Tocco

Titolo: Breve storia della letteratura portoghese

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