The non Musician

Quando mi chiedono quale sia il brano (o ancora peggio, la canzone) che preferisco in assoluto, storco il naso, rivelando una certa saccenza, mista ad imbarazzo. Un pò come scegliere una frase all’interno di un periodo, che si trova all’interno di un paragrafo, dentro un capitolo di un libro, magari facente parte di una collana! Impossibile.
Credo, invece, che la questione sia più articolata e legata al genere di musica che preferiamo. In realtà, a volte, anche le risposte vincono la gara delle banalità contro le domande: “..Io ascolto TUTTA la musica, perché mi piace TUTTA”. Solitamente, questa risposta è accompagnata da una smorfia simile a un sorriso e da uno sguardo che cerca ciò che mai troverà.
Il lungo preambolo, per introdurre l’episodio che mi vide porre una domanda da “persona semplice”, come dicono i bolognesi d.o.c. e, infatti, chiesi: “Ma questo, che genere di musica fa?”
Beh, Questo, era Brian Eno.

Oltre ad essere un polistrumentista, compositore, cantante, produttore discografico, pittore, scultore e videomaker, Eno è conosciuto, tra l’altro, per aver inventato un genere musicale, l’ambient e per aver dato il via a concetti come la musica new age.

Parallelamente agli studi d’arte, Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno porta avanti, in forma privata, i suoi personalissimi studi di musica sperimentale, che lo conducono ad approfondire gli aspetti legati alla musica concreta ed aleatoria.
“Lo stratega obliquo” soprannome attribuitogli per il modo di porsi nei confronti dell’arte per eccellenza, arriva ad inventare, per pura esigenza di ricerca, un apparecchio sonoro ad acqua piovana, grazie al quale registrerà vari motivi per percussioni.
E’ l’embrione di tutto.
Sono gli anni in cui Eno pubblica Music for non Musician, quasi un manifesto, col quale esalta il personaggio del non musicista, ossia la valorizzazione della genialità creativa rispetto alla competenza tecnica, indispensabile, tuttavia, per una perfetta esecuzione.

Non è un genere semplice da cogliere quello di Eno, non è di immediata fruibilità, almeno non per chi non intende regalarsi del Tempo.

E’ una musica tematica, che tende a riempire degli spazi vuoti, fondendosi in completa armonia con altri suoni, voci, rumori e pensieri, come in Music for Films: 18 mini-tracks oniriche, minimaliste e sofisticate, che donano un idillio che, a tratti, lascia sgomenti.

Ma è con Music For Airport, nel 1979, che il filosofo della musica, manipolatore per eccellenza, trova ciò che cerca: la musica diviene adesso, arredamento di gigantesche sale, non solo aeroportuali; sono coinvolti anche gli enormi ambienti, adibiti a mostre o gallerie d’arte che, delicatamente, si vestono d’armonia.
L’antico e tradizionale concetto di ascolto sparisce.

Chiudiamo gli occhi e prendiamoci il nostro Tempo.

Massimo Biondi

1 Commento

Archiviato in Recente passato

Una risposta a “The non Musician

  1. With these new mortgage normals in stead and modest economical growth going
    on, report the entropy had? At Magic Toyota in Edmonds WA mostly reviewers in Punjab alike to learn jagbani stemwarepaper.
    One view is to simply your cat with vaccinums she requires.

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